PROTOCOLLO DI INTENTI TRA
AGESCI. Arkè, Associazione Portaperta, CARITAS di Pescia, CARITAS di Pistoia, CGIL, CISL, CNGEI. Coop. Gli Altri. Coop. Pantagruel. Coordinamento tutela legale dello straniero Avvocati di Pistoia, COESO, Gruppo Incontro, L'Acqua Cheta, Libera Pistoia, Parrocchia di Santomato, San Martino de Porres, UIL
1. Premessa
Viviamo un tempo segnato dal fenomeno delle migrazioni di tanti uomm1 e donne che. fuggono da condizioni di .guerra, violazioni di diritti, cambiamenti climatici, situazioni di miseria e persecuzioni.
Anche i nostri territori negli ultimi anni hanno visto arrivare molte persone che sono state inserite nel sistema di accoglienza· approntato dallo Stato italiano e realizzato nelle diverse regioni in modi diversi.
D'altra parte si è anche diffuso in questo tempo nel nostro Paese un clima di paura per lo più ingiustificato che individua negli stranieri il capro espiatorio dei malesseri sociali, e sono state alimentate attitudini di intolkranza, razzismo e xenofobia. Ma seguire tale strada conduce al dissolvimento· di ogni possibile convivenza sociale. Il malessere di fasce di popolazione in difficoltà esige attenzione, che non esclude ma anzi si affianca a quella nei confronti dei tanti che sono i più vulnerabili oggi. Le guerre tra poveri vedono come vincitori solamente coloro che vogliono mantenere i propri privilegi.
L'approvazione della legge 132/2018 - il cosiddetto • decreto sicurezza trasformato in legge - ha creato una situazione nuova e preoccupante. Con essa vengono di fatto cancellati i diritti fondamentali dei migranti stranieri e sono introdotte norme profondamente discriminatorie di diritti inalienabili.
Questo provvedimento legislativo cancella l'istituto della protezione umanitaria e ciò ha rilevanti conseguenze sia sulla possibilità di permanere nel sistema di protezione sia per l'accesso ai servizi e all'integrazione degli individui privati di tale istituto.
L'attuale normativa viola diritti fondamentali anche in riferimento al dettato costituzionale, in particolare ponendo l'impossibilità di iscrizione anagrafica - con conseguente complessità per gli enti locali che dovranno istituire un registro L'attuale normativa viola diritti fondamentali anche in riferimento al dettato costituzionale, in particolare ponendo l'impossibilità di iscrizione anagrafica - con conseguente complessità per gli enti locali che dovranno istituire un registro dei domiciliati - e con conseguente difficoltà per i "dimoranti" di accedere ad altri servizi per i- quali la residenza rappresenta un requisito fondamentale: servizi sanitari, scolastici, abitativi, lavorativi, formativi etc.
Soprattutto è rilevante l'aspetto della cura e dell'assistenza sanitaria che viene assicurata soltanto in interventi salva-vita e non consente altri accessi in mancanza dei requisiti imposti.
Molti stranieri, anche nel nostro territorio, saranno costretti nei prossimi mesi ad uscire dai sistemi di protezione trovandosi senza alloggio e senza supporti per l'integrazione sociale, l'apprendimento della lingua, l'assistenza sanitaria e senza opportunità formative e di accompagnamento e accesso al lavoro.
Ci siamo ritrovati come associazioni ed entità impegnate nella linea dell'accoglienza condividendo una forte preoccupazione per quanto sta awenendo. Solamente un'attenta politica di incontro e interazione può favorire il formarsi di una società capace di accogliere e promuovere nuove presenze come opportunità. Solo così si potranno anche evitare l'aumento del disordine e del malessere sociale e i rischi di derive a vantaggio della criminalità che sfrutta e strumentalizza chi è emarginato.
In Toscana l'accoglienza diffusa ha visto negli ultimi anm m prima linea l'impegno di tante cooperative e associazioni per accogliere e accompagnare i migranti e la linea seguita ha considerato la loro presenza nella nostra società non solo come fenomeno di emergenza e passeggero, ma come situazione strutturale del tempo che viviamo nel contesto internazionale.
Il nostro territorio si era distinto con un sistema proiettato all'accoglienza diffusa e alla loro integrazione.
A fronte dell'impostazione dei nuovi bandi molte realtà prima impegnate nel sistema di accoglienza si sono sentite costrette a rifiutare le condizioni previste e a non parteciparvi o ad adottare· altre strategie finalizzate a tentare di salvaguardare i principi fondanti del diritto di asilo.
Le politiche dell'accoglienza ,miranti all'inclusione e. alla crescita della persona vengono ridotte ad un sistema che si limita alla sorveglianza e che in alcuni casi si awicina pericolosamente al sistema di detenzione .
La nostra percezione è che tale impostazione possa rappresentare un rischio per la nostra comunità sotto i profili di sicurezza e rispetto della legalità. I migranti si troveranno ancor più esposti al rischio di divenire manovalanza di organizzazioni criminali, nell'essere sottoposti a condizioni di lavoro nero e di vero e proprio sfruttamento lavorativo. Per le donne in particolare si affaccia la triste prospettiva della prostituzione e dello sfruttamento.
Tale stato di cose rappresenta a nostro avviso un pericoloso passo indietro che non tiene adeguatamente conto delle vite e delle storie delle persone che abitano le comunità, né tantomeno del lavoro di costruzione che da decenni tante organizzazioni umanitarie e di società civile hanno realizzato in stretta collaborazione con le istituzioni, in particolare con gli enti locali, in un rapporto di sussidiarietà che ha rappresentato la linfa vitale del welfare del nostro paese e che oggi esprime un valore enorme fatto di persone, di competenze, di civiltà.
L'accoglienza innesca infatti meccanismi virtuosi per la comunità.
Nella nuova situazione che si è creata abbiamo così avvertito l'esigenza di fare rete, di mettere insieme sensibilità, competenze maturate nell'impegno di accoglienza e disponibilità del mondo del volontariato e della società civile.
Nel nostro incontrarci desideriamo fare innanzitutto opera di sensibilizzazione richiamando chi vive nel nostro territorio al senso di umanità, all'importanza oggi di garantire accoglienza ed accompagnamento a tanti che rischiano di essere spinti ai margini del vivere sociale.
Desideriamo promuovere azioni per coinvolgere operativamente l'intera comunità civile su questi temi che spesso sono stati delegati a entità specializzate. Nel nostro territorio vi sono attitudini spiccate e diffuse di cura e attenzione all'altro nella condizione del bisogno e della povertà, indipendentemente dalla sua provenienza. Desideriamo che questa tensione a proteggere e accompagnare i più vulnerabili sia posta al centro dell'attenzione oggi.
Il nostro intento è quello di poter diffondere un sistema di accoglienza capace di garantire i diritti fondamentali e nel contempo di superare anche i limiti del sistema in vigore prima della recente normativa, migliorandolo nei punti che ne costituivano deficienze.
La nostra collaborazione mira a mettere in relazione esperienze e competenze diverse trovando anche vie alternative di ospitalità. Siamo forze sensibili all'accoglienza e desideriamo che il mondo del volontariato e della società civile insieme a cooperative, sindacati enti ed associazioni in rete possano rispondere in modi nuovi alle emergenze attuali.
Non si tratta solamente di fare qualcosa per gli altri, ma di costruire insieme a coloro che oggi rimangono esclusi, risposte nuove. Siamo convinti che una buona integrazione non toglie spazi esistenti facendo torto ad alcuni, ma è creatrice di nuove opportunità e di valore aggiunto nella vita sociale:
Riteniamo essenziale un'azione informativa e formativa che dia luogo ad una serie di attività concrete che, pur nella loro limitatezza, possano essere segno di una scelta di perseguire la costruzione di una società aperta, in cui nessuno sia escluso, attenta ai percorsi di coloro che necessitano protezione ed asilo.
Ci rivolgiamo a tutte le persone di buona volontà, alla loro coscienza e che vogliono con noi condividere questo impegno di una società più equa e giusta per tutti.
2. Le esigenze e i bisogni degli enti/cooperative che gestiscono attualmente i progetti di accoglienza.
Nel corso degli incontri avuti abbiamo preso atto delle seguenti esigenze e bisogni degli enti e delle cooperative che gestiscono attualmente i progetti di accoglienza:
- valorizzare l'esperienza di accoglienza fatta attraverso un'opera di informazione e di sensibilizzazione dell'opinione pubblica;
- creare una rete di accoglienza alternativa per gestire i bisogni dei migranti presenti sul nostro territorio che usciranno dai progetti di accoglienza e quelli che sono già usciti ( di alloggi; di sostegno economico; di mezzi di trasporto; di assistenza legale, psicologica e sanitaria; di accompagnamento ai servizi di spazi di socializzazione e di apprendimento; di autonomizzazione), aperta a tutti coloro che hanno bisogno;
- coinvolgere nei circuiti di accoglienza alternativa gli stessi migranti;
- coinvolgere nei circuiti di accoglienza alternativa le singole famiglie assicurando alle stesse un adeguato supporto e sostegno.
3. Disponibilità degli enti ed associazioni aderenti al Protocollo e modalità operative delle rete
Per far fronte a tali esigenze e bisogni ogni associazione ha deciso di offrire le disponibilità e risorse (individuali, professionali, di alloggi, di mezzi ed economiche) che sono state puntualmente indicate in un addendum al presente.
Gli attuali gestori dei progetti di accoglienza effettueranno una rilevazione e un monitoraggio delle situazioni dei migranti presenti sul territorio.
4. Obiettivo della rete e beneficiari della stessa
L'obiettivo delle parti del presente Protocollo è quello di accompagnare i migranti in uscita dei progetti di accoglienza verso un pieno inserimento nel tessuto sociale del nostro territorio ed una sostanziale autonomia economica.
I medesimi servizi sono offerti a tutti coloro che versano in situazioni di bisogno.
5. Diffusione del Protocollo e nuove adesioni
La parti del Protocollo sono consapevoli che per creare il sistema di accoglienza alternativo sopra delineato è necessario coinvolgere il maggior numero passibile di associazioni ed enti che hanno a cuore le tematiche dell'accoglienza, dell'inclusione e della solidarietà.
Per questo motivo il presente Protocollo verrà portato a conoscenza della collettività, verrà utilizzato per formulare richieste alle istituzioni e sarà aperto all'adesione di tutte le altre associazioni che, condividendone la premessa, gli obiettivi e le modalità operative, intendono offrire la propria disponibilità per il soddisfacimento delle esigenze e dei bisogni di cui al precedente punto 2.
6. Referenti per il Protocollo, riunioni periodiche di coordinamento, verifica dell'attuazione del Protocollo.
I soggetti firmatari del presente Protocollo si impegnano, entro 15 giorni dalla sottoscrizione dello stesso, a individuare un proprio referente per il Protocollo e a comunicare in futuro, agli altri firmatari, gli eventuali sostituti dello stesso.
I referenti per il Protocollo si riuniranno, almeno due volte l'anno, per verificare lo stato di applicazione del Protocollo e per valutare eventuali proposte di modifica/integrazione dello stesso.
Il primo incontro verrà convocato dall'AGESCI, mentre i successivi saranno convocati di volta in volta dagli stessi referenti.
Protocollo che verrà progressivamente aggiornato e che sarà noto ai soli firmatari del Protocollo stesso.
Nello stesso addendum sono state definite le modalità operative della rete.
7. situazioni di interesse operativo e priorità
Abbiamo individuato le seguenti situazioni di interesse operativo:
- migranti in uscita dai progetti di accoglienza che potrebbero restare nel territorio: si pone il problema dell'emergenza notte (alloggi con dichiarazioni di ospitalità dei relativi aventi titolo), dell'assistenza legale, psicologica e sanitaria, del mantenimento ed eventualmente dei trasporti;
- migranti che resteranno nei centri di accoglienza: si pone il problema di fornire i servizi che i gestori dei nuovi centri non potranno fornire:
- migranti in uscita che potrebbero andare via dal nostro territorio.
Abbiamo quindi individuato le seguenti priorità operative per mettere in relazioni bisogni e disponibilità con riguardo alle prime due situazioni:
- gli attuali gestori dei progetti di accoglienza individueranno il numero di posti letto da trovare per i migranti in uscita;
- ogni parte del Protocollo ha individuato e individuerà i posti letto che è in grado di offrire, sia per far fronte a situazioni d'emergenza che per garantire un'ospitalità continuativa;
- si creerà uno sportello di assistenza operativa e di accompagnamento;
- si creerà uno sportello di assistenza legale;
- le associazioni del Protocollo hanno fatto e faranno un censimento dei propri volontari disponibili per le varie esigenze ( accompagnamento, trasporto, lezioni di italiano, attività musicali, assistenza sanitaria e psicologica, etc.), dei mezzi di trasporto e delle risorse economiche disponibili.
